Debian + Proxmox su Apple Xserve

Scritto da Andrea Posarelli il 25 maggio 2011 |

xserve09 300x147 Debian + Proxmox su Apple XservePrima di abbandonare al loro destino queste macchine che Apple ha deciso di non tenere più in produzione, voglio dare qualche indicazione su come ne ho recuperata una e l’ho messa al lavoro in modo interessante e un po diverso dal solito.

La macchina era un vecchio server web/ftp che nel momento di maggior gloria ha servito anche 200 domini. Da allora sono passati alcuni anni e i domini sono migrati in un server web Linux per una serie di motivi, tra i quali ha pesato molto l’assenza di un pannello di configurazione e deploy di clienti/servizi/utenti ecc come ne esistono invece in ambito Linux (Plesk, cPanel).
Abbiamo quindi ritirato la macchina dal Data Center nel quale era ospitata per decidere che farne.
La macchina e’ un XServe Late 2006, primissima versione Intel (codice Apple 1,1), con alimentazione ridondata (doppio alimentatore), un doppio Xeon 2,0 GHz dual core, 6GB di Ram, e sopra vi era installato un vetusto OsX Server 10.4.11.
Non abbiamo provato ad utilizzare un MacPro della stessa generazione (codice 1,1) in produzione dal 2006 al 2008, ma TEORICAMENTE dovrebbe funzionare in quanto si tratta di hardware analogo.
Avevamo davanti alcune possibilità: rimetterla in piedi con un Os Apple aggiornato e riutilizzarla come server Apple, oppure installarci Debian e poi inserirla nel Cluster Proxmox che abbiamo gia in funzione nel nostro Data Center. Opzione finale: una triste rottamazione…

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Utilities Multimedia (OsX)

Scritto da Andrea Posarelli il 9 maggio 2011 |

MacOsX dispone di un set di software multimediale di tutto rispetto, il “motore” principale per la riproduzione di audio e video e’ Quicktime che permette di riprodurre “out of the box” tutta una serie di formati.
Purtroppo molti formati proprietari o un po particolari, non vengono correttamente eseguiti.

A questo si puo’ porre facilmente rimedio o installando i giusti codec (Quicktime e’ modulare e permette con l’aggiunta di codec di aprire e riprodurre molti piu formati di quelli standard) o in ultima istanza, utilizzando player universali.
Riportiamo in questo articolo, l’elenco dei più utilizzati ed utili.

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Shock The “Munki”!

Scritto da Andrea Posarelli il 19 marzo 2011 |

munki11 surpised wandering eye 300x199 Shock The Munki!Munki e’ un toolset di strumenti dedicato al deployement applicativo su OsX funzionante per pochi Mac fino a un numero considerevole, nell’ordine delle centinaia di macchine.
Esistono vari strumenti in grado di installare massivamente (deploy appunto) applicazioni su Mac.
Molti di questi tools sono commerciali, Munki invece e’ un progetto sviluppato da Google per i suoi laboratori (evidentemente hanno parecchi Mac da gestire) e rilasciato in licenza Apache 2.0 quindi come software libero.

Sostanzialmente si tratta di un repository di applicativi funzionante sotto http (per il repo-server basta un Apache, quindi va bene anche un Linux per es.) per l’installazione di programmi orientati al Mac (siano essi updates di sistema che programmi di terze parti), dalle caratteristiche interessanti. Leggi il resto »

Mac mini Farm

Scritto da Andrea Posarelli il 22 luglio 2010 |

logommf s1 Mac mini FarmTra le nostre prime iniziative commerciali, lanciamo Mac mini farm (www.macminifarm.it), un servizio di colocazione riservato ai Mac mini che puo’ interessare a chiunque voglia usufruire dei servizi messi a disposizione da Mac Os X Server come condivisione files, calendario e rubrica condivise, posta elettronica…
Il tuo Mac mini in una farm dedicata…

 

 

Portachiavi/Keychain – Spostare il portachiavi

Scritto da Andrea Posarelli il 10 gennaio 2010 |

Schermata 2010 01 10 a 233151 Portachiavi/Keychain   Spostare il portachiaviIl portachiavi di OsX e’ un oggetto per molti abbastanza misterioso, in realta’ e’ una applicazione utilissima che conserva e archivia le nostre password dei siti web e di applicazioni che accedono a internet a vario titolo, piu’ le password delle reti WiFi e altro ancora.

Normalmente il Portachiavi viene attivato al login su OsX e la sua password coincide con quella dell’utente.
In questo modo l’utente non viene scomodato ogni volta che viene salvata una password e il portachiavi viene appunto sbloccato quando si logga nel proprio utente.

Se si apre l’applicazione (/Applicazioni/Utility/Accesso portachiavi) si puo’ notare come oltre al proprio portachiavi (che normalmente si chiama “Login” ed e’ in grassetto in quanto portachiavi di default) ci sono anche un portachiavi di sistema che puo’ contenere password che servono al sistema e una root di sistema che di solito contiene dei certificati.

La cosa interessante e’ che si puo’ usare il portachiavi in modo un po piu’ sicuro e utile, per esempio cambiando la password di default in modo da usarne una diversa rispetto al proprio account e rendendolo “mobile”, quindi mettendolo su una chiavetta USB o altro dispositivo (cosa che ci consente di portarci dietro in sicurezza ogni nostra password).
Vediamo come fare…

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MacOsX package management system

Scritto da Andrea Posarelli il 11 settembre 2009 |

mlogo MacOsX package management systemGrazie alla base Unix di OsX, e’ possibile implementare sistemi di package management sullo stile di apt-get o rpm, divenuti popolari su Linux.

macports logo top MacOsX package management systemQuesti sistemi consensono un notevole risparmio di tempo se si vuole installare software originariamente pensato per linux che di norma su OsX va ricompilato da zero, passando appunto dalla compilazione del codice sorgente.
Un esempio (tra i piu’ semplici in verita’) lo abbiamo visto proprio per l’installazione di wget.

inspector 300x225 MacOsX package management system

Fink Commander

I sistemi di pacchettizzazione grazie ai loro repository di binari, sono comodi proprio perche’ evitano ove possibile, questa trafila potendo accedere direttamente alla versione binaria del programma da installare e mantenendo una centralizzazione del software installato con la possibilita’ di disinstallarlo a piacere.

Schermata 2009 09 08 a 171738 300x228 MacOsX package management system

Porticus

Su Mac i sistemi piu’ popolari sono Fink (una ripropositione vera e propria di apt-get) e i MacPorts che invece implementa un sistema di pacchettizzazione che deriva dall’ambiente BSD.
Entrambi i sistemi possono essere utilizzati senza problemi sia su Leopard che su Snow Leopard.
Entrambi dispongono di una comoda interfaccia grafica di gestione che consente di installare al volo programmi.
Personalmente preferisco il sistema di MacPorts.

Per quanto riguarda i programmi di gestione ne segnalo due free e due a pagamento:

Notify

Scritto da Andrea Posarelli il 8 settembre 2009 |

logo2 NotifyPer chi come me utilizza pesantemente gmail, la posta di google, e magari possiede piu’ di un account, e’ utile un progrgoogle notifier for mac Notifyamma di notifica che dica al volo quante email ci sono da leggere e mi faccia vedere senza dover scaricare, il mittente, l’oggetto e le informazioni basilari dei messaggi in arrivo.

A questo scopo esiste una piccola applicazione gratuita “ufficiale” di google che si chiama Google Notifier e si inserisce come accessorio di menu’, appunto nella barra dei menu’.
Google Notifier permette di inserire un solo account di posta ma ha come opzione la possibilita’ di visualizzare anche i dati relativi all’agenda degli appuntamenti legata a quell’account.

Schermata 2009 09 07 a 190039 183x300 NotifyPer i miei scopi pero’ non andava bene perche’ con google ho Schermata 2009 09 07 a 190141 300x75 Notifyalmeno 3 account e perche’ anche se uso l’agenda, non mi piace visualizzare le informazioni nella barra dei menu’.

Fino ad oggi quando ho scoperto Notify.

Notify e’ una applicazione del tutto gratuita come quella di google, ma che permette di inserire vari account gmail (o google apps, col proprio dominio quindi) e visualizza in modo semplice, immediato ma di grande efficacia, i vari account e il loro stato, si integra con le notifiche di Growl e mostra oltre al mittente e l’oggetto della mail, anche un piccolo estratto del corpo.

L’unico problema che mi sento di segnalare e’ che diversamente da Google Notifier, non e’ possibile inserire un account personalizzato di gmail col proprio dominio (Google Apps).

Enjoy.