Un piccolo risultato…
Scritto da Andrea Posarelli il 11 novembre 2011 |We are pleased to inform you that you have successfully passed the NETASQ ADMINISTRATOR Version 9 certification.
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We are pleased to inform you that you have successfully passed the NETASQ ADMINISTRATOR Version 9 certification.
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In un articolo precedente abbiamo trattato questa metodologia/tecnologia per l’installazione di applicativi su più macchine OsX dalle interessanti caratteristiche e sviluppata da Google per i suoi lab.
La caratteristica base è che il repository dei files può essere manutenuto su qualsiasi server Web (Apache), quindi può andare bene OsX ma anche Linux o un NAS.
Utilizzando il protocollo HTTP poi otteniamo alcuni vantaggi basilari: in particolar modo la velocità del deploy rispetto ad altri protocolli specifici o ad hoc, secondariamente un protocollo standard come HTTP non richiede di solito modifiche importanti sulle policy di sicurezza.
Per approfondire le caratteristiche comunque rimandiamo a questo articolo…
Affrontiamo oggi un caso pratico sulla base della documentazione esistente.
Prima di abbandonare al loro destino queste macchine che Apple ha deciso di non tenere più in produzione, voglio dare qualche indicazione su come ne ho recuperata una e l’ho messa al lavoro in modo interessante e un po diverso dal solito.
La macchina era un vecchio server web/ftp che nel momento di maggior gloria ha servito anche 200 domini. Da allora sono passati alcuni anni e i domini sono migrati in un server web Linux per una serie di motivi, tra i quali ha pesato molto l’assenza di un pannello di configurazione e deploy di clienti/servizi/utenti ecc come ne esistono invece in ambito Linux (Plesk, cPanel).
Abbiamo quindi ritirato la macchina dal Data Center nel quale era ospitata per decidere che farne.
La macchina e’ un XServe Late 2006, primissima versione Intel (codice Apple 1,1), con alimentazione ridondata (doppio alimentatore), un doppio Xeon 2,0 GHz dual core, 6GB di Ram, e sopra vi era installato un vetusto OsX Server 10.4.11.
Non abbiamo provato ad utilizzare un MacPro della stessa generazione (codice 1,1) in produzione dal 2006 al 2008, ma TEORICAMENTE dovrebbe funzionare in quanto si tratta di hardware analogo.
Avevamo davanti alcune possibilità: rimetterla in piedi con un Os Apple aggiornato e riutilizzarla come server Apple, oppure installarci Debian e poi inserirla nel Cluster Proxmox che abbiamo gia in funzione nel nostro Data Center. Opzione finale: una triste rottamazione…
Nel settore della virtualizzazione si stanno muovendo un sacco di attori, da VmWare (uno dei leader) a Microsoft (Hyper-V), passando per Citrix fino alle declinazioni Open Source (Xen, KVM, OpenVZ) ecc.
KVM in particolare essendo stato integrato nello sviluppo del Kernel di Linux, sembra essere candidato a rimpiazzare almeno Xen nelle preferenze degli utenti Linux. Red Hat Enterprise sta costruendoci intorno una sua soluzione “professionale”.
Come spesso accade a determinare una scelta piuttosto che un altra, oltre alla bontà intrinseca della tecnologia, buona parte della differenza la fanno gli strumenti di amministrazione (non a caso un vanto di VmWare).
A questo proposito una azienda europea, sta lavorando molto bene in questo settore producendo una distribuzione basata su Debian che include KVM e OpenVZ come tecnologie, aggiungendovi validi e intuitivi strumenti di amministrazione basati su Web. SI tratta di “Proxmox”
Munki e’ un toolset di strumenti dedicato al deployement applicativo su OsX funzionante per pochi Mac fino a un numero considerevole, nell’ordine delle centinaia di macchine.
Esistono vari strumenti in grado di installare massivamente (deploy appunto) applicazioni su Mac.
Molti di questi tools sono commerciali, Munki invece e’ un progetto sviluppato da Google per i suoi laboratori (evidentemente hanno parecchi Mac da gestire) e rilasciato in licenza Apache 2.0 quindi come software libero.
Sostanzialmente si tratta di un repository di applicativi funzionante sotto http (per il repo-server basta un Apache, quindi va bene anche un Linux per es.) per l’installazione di programmi orientati al Mac (siano essi updates di sistema che programmi di terze parti), dalle caratteristiche interessanti. Leggi il resto »
Sulle ADSL business di Alice (analoghe a quelle residenziali ma con IP fisso), si puo’ anche installare un modem di proprieta’ al posto del Pirelli di serie (vedi foto), ma in questo modo la navigazione avverrà solo via IP dinamico.
Dopo aver cercato in lungo e in largo mi sono imbattuto in qualcuno che ha capito il perchè e ha risolto.
In pratica l’autenticazione sulle ADSL telecom e’ ininfluente, qualsiasi combinazione user/pass consentira’ la navigazione (normalmente si usa la classica aliceadsl/aliceadsl) ma si puo’ usare qualsiasi altra combinazione casuale. In questo modo pero’ la navigazione avviene solo per IP dinamico.
Invece per ottenere l’IP fisso bisogna utilizzare una particolare combinazione che si puo’ ottenere inserendo il MAC address del modem telecom nell’user (+ altra roba) e utilizzando una password particolare. Leggi il resto »
Tra le nostre prime iniziative commerciali, lanciamo Mac mini farm (www.macminifarm.it), un servizio di colocazione riservato ai Mac mini che puo’ interessare a chiunque voglia usufruire dei servizi messi a disposizione da Mac Os X Server come condivisione files, calendario e rubrica condivise, posta elettronica…
Il tuo Mac mini in una farm dedicata…
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