Lion Server, Pro & Cons

Scritto da Andrea Posarelli il 16 agosto 2011 |

Schermata 08 2455790 alle 15.10.11 Lion Server, Pro & ConsInsieme a Lion, Apple ha rilasciato la corrispondente versione “server” con parecchie novità. In questo articolo vogliamo approfondire tutte queste novità prendendo in considerazione i pro e i contro e cosa cambia per gli utenti della versione server.
La prima grossa novità proviene dal fatto che Lion Server non è distribuito come in precedenza, come un OsX a parte, ottimizzato per l’uso Server, ma è un pacchetto software che si installa su qualsiasi Lion a un costo che è una frazione del precedente (499€ contro gli attuali 39€)
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Debian + Proxmox su Apple Xserve

Scritto da Andrea Posarelli il 25 maggio 2011 |

xserve09 300x147 Debian + Proxmox su Apple XservePrima di abbandonare al loro destino queste macchine che Apple ha deciso di non tenere più in produzione, voglio dare qualche indicazione su come ne ho recuperata una e l’ho messa al lavoro in modo interessante e un po diverso dal solito.

La macchina era un vecchio server web/ftp che nel momento di maggior gloria ha servito anche 200 domini. Da allora sono passati alcuni anni e i domini sono migrati in un server web Linux per una serie di motivi, tra i quali ha pesato molto l’assenza di un pannello di configurazione e deploy di clienti/servizi/utenti ecc come ne esistono invece in ambito Linux (Plesk, cPanel).
Abbiamo quindi ritirato la macchina dal Data Center nel quale era ospitata per decidere che farne.
La macchina e’ un XServe Late 2006, primissima versione Intel (codice Apple 1,1), con alimentazione ridondata (doppio alimentatore), un doppio Xeon 2,0 GHz dual core, 6GB di Ram, e sopra vi era installato un vetusto OsX Server 10.4.11.
Non abbiamo provato ad utilizzare un MacPro della stessa generazione (codice 1,1) in produzione dal 2006 al 2008, ma TEORICAMENTE dovrebbe funzionare in quanto si tratta di hardware analogo.
Avevamo davanti alcune possibilità: rimetterla in piedi con un Os Apple aggiornato e riutilizzarla come server Apple, oppure installarci Debian e poi inserirla nel Cluster Proxmox che abbiamo gia in funzione nel nostro Data Center. Opzione finale: una triste rottamazione…

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Proxmox (virtualizzazione)

Scritto da Andrea Posarelli il 3 aprile 2011 |

Nel settore della virtualizzazione si stanno muovendo un sacco di attori, da VmWare (uno dei leader) a Microsoft (Hyper-V), passando per Citrix fino alle declinazioni Open Source (Xen, KVM, OpenVZ) ecc.

Proxmox Logo 300x43 Proxmox (virtualizzazione)KVM in particolare essendo stato integrato nello sviluppo del Kernel di Linux, sembra essere candidato a rimpiazzare almeno Xen nelle preferenze degli utenti Linux. Red Hat Enterprise sta costruendoci intorno una sua soluzione “professionale”.

Come spesso accade a determinare una scelta piuttosto che un altra, oltre alla bontà intrinseca della tecnologia, buona parte della differenza la fanno gli strumenti di amministrazione (non a caso un vanto di VmWare).
A questo proposito una azienda europea, sta lavorando molto bene in questo settore producendo una distribuzione basata su Debian che include KVM e OpenVZ come tecnologie, aggiungendovi validi e intuitivi strumenti di amministrazione basati su Web. SI tratta di “Proxmox

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History command

Scritto da Andrea Posarelli il 14 settembre 2010 |

Schermata 2010 01 11 a 114640 History commandIl comando History digitato nel terminale e’ molto utile, in quanto riporta tutti i comandi precedentemente digitati.

L’uso più frequente che si fa di solito dell’history file e’ quando richiamiamo un comando precedente dentro la shell, cliccando sulla freccia in alto.

La lunghezza dell’elenco e’ variabile e puo’ essere allungata o diminuita.
Se utilizzato insieme a grep diventa molto utile per trovare comandi digitati in precedenza di cui non si ricordano che parti o porzioni…

Non esiste un vero e proprio manuale come negli altri comandi classici da terminale, perche’ history e’ un comando della shell e non di sistema.

Per sapere le opzioni non si digita infatti man history, bensì: help history (…continua) Leggi il resto »

“Screen” command

Scritto da Andrea Posarelli il 16 settembre 2009 |

Schermata 2010 01 11 a 114640 Screen commandIl comando screen risulta utile quando dobbiamo lanciare script da terminale su una macchina remota che necessitano di una elaborazione particolarmente complessa o lunga. in quel caso possiamo utilizzare il comando “screen” e poi lasciare chiudere tranquillamente la nostra sessione terminale, sicuri di poter controllare in seguito l’esito del comando. In pratica e’ come aprire un terminale in un altro terminale, dargli un nome e collegarsi ad esso quando si vuole. Su OsX dovrebbe essere installato de default, se nella vostra distribuzione Linux non c’e’ lo si puo’ installare richiamando il proprio package manager di riferimento, ad es. con yum su Fedora/RedHat o apt-get su Debian/Ubuntu:

Fedora/redhat: sudo yum install screen
Debian/Ubuntu: sudo apt-get install screen


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MacOsX package management system

Scritto da Andrea Posarelli il 11 settembre 2009 |

mlogo MacOsX package management systemGrazie alla base Unix di OsX, e’ possibile implementare sistemi di package management sullo stile di apt-get o rpm, divenuti popolari su Linux.

macports logo top MacOsX package management systemQuesti sistemi consensono un notevole risparmio di tempo se si vuole installare software originariamente pensato per linux che di norma su OsX va ricompilato da zero, passando appunto dalla compilazione del codice sorgente.
Un esempio (tra i piu’ semplici in verita’) lo abbiamo visto proprio per l’installazione di wget.

inspector 300x225 MacOsX package management system

Fink Commander

I sistemi di pacchettizzazione grazie ai loro repository di binari, sono comodi proprio perche’ evitano ove possibile, questa trafila potendo accedere direttamente alla versione binaria del programma da installare e mantenendo una centralizzazione del software installato con la possibilita’ di disinstallarlo a piacere.

Schermata 2009 09 08 a 171738 300x228 MacOsX package management system

Porticus

Su Mac i sistemi piu’ popolari sono Fink (una ripropositione vera e propria di apt-get) e i MacPorts che invece implementa un sistema di pacchettizzazione che deriva dall’ambiente BSD.
Entrambi i sistemi possono essere utilizzati senza problemi sia su Leopard che su Snow Leopard.
Entrambi dispongono di una comoda interfaccia grafica di gestione che consente di installare al volo programmi.
Personalmente preferisco il sistema di MacPorts.

Per quanto riguarda i programmi di gestione ne segnalo due free e due a pagamento:

SCP (Secure Copy Protocol)

Scritto da Andrea Posarelli il 5 settembre 2008 |

Il comando SCP eseguito nel terminale equivale al comando CP (copy) eseguito pero’ tra due macchine in rete e incapsulato in SSH.

E’ molto utile, perche’ consente di copiare files tra una macchina e l’altra (Linux, Unix o MacOsX) pur non disponendo di nessun protocollo di condivisione acceso o attivabile.

Funziona sia in LAN, sia attraverso internet, con un tradizionale port forwarding della porta 22.

E’ una cosa che torna molto utile per esempio in caso di malfunzionamento di SMB o AFP, i tradizionali protocolli di condivisione o di momentanea irraggiungibilita’ della macchina (a parte ovviamente SSH).

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