Deploy con Munki

Scritto da Andrea Posarelli il 19 agosto 2011 |

In un articolo precedente abbiamo trattato questa metodologia/tecnologia per l’installazione di applicativi su più macchine OsX dalle interessanti caratteristiche e sviluppata da Google per i suoi lab.

La caratteristica base è che il repository dei files può essere manutenuto su qualsiasi server Web (Apache), quindi può andare bene OsX ma anche Linux o un NAS.
Utilizzando il protocollo HTTP poi otteniamo alcuni vantaggi basilari: in particolar modo la velocità del deploy rispetto ad altri protocolli specifici o ad hoc, secondariamente un protocollo standard come HTTP non richiede di solito modifiche importanti sulle policy di sicurezza.
Per approfondire le caratteristiche comunque rimandiamo a questo articolo

Affrontiamo oggi un caso pratico sulla base della documentazione esistente.

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Debian + Proxmox su Apple Xserve

Scritto da Andrea Posarelli il 25 maggio 2011 |

Prima di abbandonare al loro destino queste macchine che Apple ha deciso di non tenere più in produzione, voglio dare qualche indicazione su come ne ho recuperata una e l’ho messa al lavoro in modo interessante e un po diverso dal solito.

La macchina era un vecchio server web/ftp che nel momento di maggior gloria ha servito anche 200 domini. Da allora sono passati alcuni anni e i domini sono migrati in un server web Linux per una serie di motivi, tra i quali ha pesato molto l’assenza di un pannello di configurazione e deploy di clienti/servizi/utenti ecc come ne esistono invece in ambito Linux (Plesk, cPanel).
Abbiamo quindi ritirato la macchina dal Data Center nel quale era ospitata per decidere che farne.
La macchina e’ un XServe Late 2006, primissima versione Intel (codice Apple 1,1), con alimentazione ridondata (doppio alimentatore), un doppio Xeon 2,0 GHz dual core, 6GB di Ram, e sopra vi era installato un vetusto OsX Server 10.4.11.
Non abbiamo provato ad utilizzare un MacPro della stessa generazione (codice 1,1) in produzione dal 2006 al 2008, ma TEORICAMENTE dovrebbe funzionare in quanto si tratta di hardware analogo.
Avevamo davanti alcune possibilità: rimetterla in piedi con un Os Apple aggiornato e riutilizzarla come server Apple, oppure installarci Debian e poi inserirla nel Cluster Proxmox che abbiamo gia in funzione nel nostro Data Center. Opzione finale: una triste rottamazione…

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History command

Scritto da Andrea Posarelli il 14 settembre 2010 |

Il comando History digitato nel terminale e’ molto utile, in quanto riporta tutti i comandi precedentemente digitati.

L’uso più frequente che si fa di solito dell’history file e’ quando richiamiamo un comando precedente dentro la shell, cliccando sulla freccia in alto.

La lunghezza dell’elenco e’ variabile e puo’ essere allungata o diminuita.
Se utilizzato insieme a grep diventa molto utile per trovare comandi digitati in precedenza di cui non si ricordano che parti o porzioni…

Non esiste un vero e proprio manuale come negli altri comandi classici da terminale, perche’ history e’ un comando della shell e non di sistema.

Per sapere le opzioni non si digita infatti man history, bensì: help history (…continua) Leggi il resto »

“Screen” command

Scritto da Andrea Posarelli il 16 settembre 2009 |

Il comando screen risulta utile quando dobbiamo lanciare script da terminale su una macchina remota che necessitano di una elaborazione particolarmente complessa o lunga. in quel caso possiamo utilizzare il comando “screen” e poi lasciare chiudere tranquillamente la nostra sessione terminale, sicuri di poter controllare in seguito l’esito del comando. In pratica e’ come aprire un terminale in un altro terminale, dargli un nome e collegarsi ad esso quando si vuole. Su OsX dovrebbe essere installato de default, se nella vostra distribuzione Linux non c’e’ lo si puo’ installare richiamando il proprio package manager di riferimento, ad es. con yum su Fedora/RedHat o apt-get su Debian/Ubuntu:

Fedora/redhat: sudo yum install screen
Debian/Ubuntu: sudo apt-get install screen


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Utilizzo di wget, trucchi vari

Scritto da Andrea Posarelli il 10 settembre 2009 |

wget e’ un tool di download files da terminale, abbiamo visto in precedenza come si installa su macosx.  Il suo uso si rivela utilissimo in tante occasioni, sopratutto per esempio quando dobbiamo scaricare files collegati a una macchina sulla quale non abbiamo un front-end grafico.
Ma non solo.

Per esempio, il comando:

wget http://www.ilmiosito.it

scarichera’ la home page del sito.
Altri utilizzi nel seguito dell’articolo:

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Compilare e installare wget

Scritto da Andrea Posarelli il 7 settembre 2009 |

Su MacOsX e’ disponibile per scaricare files da internet il comando “Curl” ma non wget, col quale molti invece si trovano a proprio agio, perche’ presente praticamente in tutte le distribuzioni di Linux.

E’ possibile ottenere direttamente il binario se si installa tramite il sistema dei Macports, ma se non si vuole caricare questo gestore di pacchetti, e’ possibile installarlo direttamente dai sorgenti in modo piuttosto veloce.

Innenzitutto e’ indispensabile avere a disposizione ed aver installato precedentemente, Xcode(Developer tools) che si trovano nel DVD di installazione di Leopard (o scaricabili dal sito Apple), dopodiche’ basta andare a scaricare l’ultima versione disponibile (lo si trova praticamente ovunque), per esempio da qui: Free Software Directory.
Nel momento in cui scrivo c’e’ a disposizione la versione 1.11.4.

Una volta scaricato il file bisogna cimentarsi nell’uso del terminale.
Dopo esserci piazzati con la shell, in corrispondenza della directory nel quale e’ il nostro file digitiamo (ATTENZIONE, ogni rigo e’ un comando):

<strong>tar zxf wget-1.11.4.tar.gz cd wget-1.11.4 ./configure make sudo make install</strong>

Tutto qua, a questo punto potete invocare il comando wget dal vostro terminale.
In un prossimo articolo un po’ di pratica con wget.

Testato su Leopard e Snow Leopard.

Good Work.

SCP (Secure Copy Protocol)

Scritto da Andrea Posarelli il 5 settembre 2008 |

Il comando SCP eseguito nel terminale equivale al comando CP (copy) eseguito pero’ tra due macchine in rete e incapsulato in SSH.

E’ molto utile, perche’ consente di copiare files tra una macchina e l’altra (Linux, Unix o MacOsX) pur non disponendo di nessun protocollo di condivisione acceso o attivabile.

Funziona sia in LAN, sia attraverso internet, con un tradizionale port forwarding della porta 22.

E’ una cosa che torna molto utile per esempio in caso di malfunzionamento di SMB o AFP, i tradizionali protocolli di condivisione o di momentanea irraggiungibilita’ della macchina (a parte ovviamente SSH).

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