Mac mini Farm

Scritto da Andrea Posarelli il 22 luglio 2010 |

logommf s1 Mac mini FarmTra le prime iniziative commerciali di MTW, lanciamo Mac mini farm (www.macminifarm.it), un servizio di colocazione riservato ai Mac mini che puo’ interessare a chiunque voglia usufruire dei servizi messia disposizione da Mac Os X Server come condivisione files, calendario e rubrica condivise, posta elettronica…

MTW [Mind The Web]

Scritto da Andrea Posarelli il 21 luglio 2010 |

In un periodo generalizzato da grande crisi e difficolta’ per tutti, abbiamo deciso di unire le forze e lanciare un piccolo progetto imprenditoriale, nasce infatti nel 2010 la MTW Snc (mindtheweb) che unisce le competenze sistemistiche, tecniche del sottoscritto e di Roberto Grassini e Debora Passetti.

Schermata 2010 07 20 a 094821 MTW [Mind The Web]MTW Snc
Viale 1 Maggio, 4
56038 Ponsacco
PISA
Tel – 0587-466780, Fax – 0587-829977

Supportateci :-)

Una delle prime iniziative e’ macminifarm.it un progetto condiviso con Data Port, rivenditore Apple in toscana.

CloudCamp #2, Milano 25 Maggio 2010

Scritto da Andrea Posarelli il 22 aprile 2010 |

174190007 CloudCamp #2, Milano 25 Maggio 2010Nuovo appuntamento per fare il punto della situazione sulle tecnologie di “cloud”.

Io ci sarò, e voi?

Portachiavi/Keychain – Spostare il portachiavi

Scritto da Andrea Posarelli il 10 gennaio 2010 |

Schermata 2010 01 10 a 233151 Portachiavi/Keychain   Spostare il portachiaviIl portachiavi di OsX e’ un oggetto per molti abbastanza misterioso, in realta’ e’ una applicazione utilissima che conserva e archivia le nostre password dei siti web e di applicazioni che accedono a internet a vario titolo, piu’ le password delle reti WiFi e altro ancora.

Normalmente il Portachiavi viene attivato al login su OsX e la sua password coincide con quella dell’utente.
In questo modo l’utente non viene scomodato ogni volta che viene salvata una password e il portachiavi viene appunto sbloccato quando si logga nel proprio utente.

Se si apre l’applicazione (/Applicazioni/Utility/Accesso portachiavi) si puo’ notare come oltre al proprio portachiavi (che normalmente si chiama “Login” ed e’ in grassetto in quanto portachiavi di default) ci sono anche un portachiavi di sistema che puo’ contenere password che servono al sistema e una root di sistema che di solito contiene dei certificati.

La cosa interessante e’ che si puo’ usare il portachiavi in modo un po piu’ sicuro e utile, per esempio cambiando la password di default in modo da usarne una diversa rispetto al proprio account e rendendolo “mobile”, quindi mettendolo su una chiavetta USB o altro dispositivo (cosa che ci consente di portarci dietro in sicurezza ogni nostra password).
Vediamo come fare…

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“Screen” command

Scritto da Andrea Posarelli il 16 settembre 2009 |

Schermata 2010 01 11 a 114640 Screen commandIl comando screen risulta utile quando dobbiamo lanciare script da terminale su una macchina remota che necessitano di una elaborazione particolarmente complessa o lunga. in quel caso possiamo utilizzare il comando “screen” e poi lasciare chiudere tranquillamente la nostra sessione terminale, sicuri di poter controllare in seguito l’esito del comando. In pratica e’ come aprire un terminale in un altro terminale, dargli un nome e collegarsi ad esso quando si vuole. Su OsX dovrebbe essere installato de default, se nella vostra distribuzione Linux non c’e’ lo si puo’ installare richiamando il proprio package manager di riferimento, ad es. con yum su Fedora/RedHat o apt-get su Debian/Ubuntu:

Fedora/redhat: sudo yum install screen
Debian/Ubuntu: sudo apt-get install screen


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MacOsX package management system

Scritto da Andrea Posarelli il 11 settembre 2009 |

mlogo MacOsX package management systemGrazie alla base Unix di OsX, e’ possibile implementare sistemi di package management sullo stile di apt-get o rpm, divenuti popolari su Linux.

macports logo top MacOsX package management systemQuesti sistemi consensono un notevole risparmio di tempo se si vuole installare software originariamente pensato per linux che di norma su OsX va ricompilato da zero, passando appunto dalla compilazione del codice sorgente.
Un esempio (tra i piu’ semplici in verita’) lo abbiamo visto proprio per l’installazione di wget.

inspector 300x225 MacOsX package management system

Fink Commander

I sistemi di pacchettizzazione grazie ai loro repository di binari, sono comodi proprio perche’ evitano ove possibile, questa trafila potendo accedere direttamente alla versione binaria del programma da installare e mantenendo una centralizzazione del software installato con la possibilita’ di disinstallarlo a piacere.

Schermata 2009-09-08 a 17.17.38

Porticus

Su Mac i sistemi piu’ popolari sono Fink (una ripropositione vera e propria di apt-get) e i MacPorts che invece implementa un sistema di pacchettizzazione che deriva dall’ambiente BSD.
Entrambi i sistemi possono essere utilizzati senza problemi sia su Leopard che su Snow Leopard.
Entrambi dispongono di una comoda interfaccia grafica di gestione che consente di installare al volo programmi.
Personalmente preferisco il sistema di MacPorts.

Per quanto riguarda i programmi di gestione ne segnalo due free e due a pagamento:

Utilizzo di wget, trucchi vari

Scritto da Andrea Posarelli il 10 settembre 2009 |

wget e’ un tool di download files da terminale, abbiamo visto in precedenza come si installa su macosx.  Il suo uso si rivela utilissimo in tante occasioni, sopratutto per esempio quando dobbiamo scaricare files collegati a una macchina sulla quale non abbiamo un front-end grafico.
Ma non solo.

Per esempio, il comando:

wget http://www.ilmiosito.it

scarichera’ la home page del sito.
Altri utilizzi nel seguito dell’articolo:

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Integrazione iCal <-> Google Cal

Scritto da Andrea Posarelli il 9 settembre 2009 |

Immagine 2Come sa bene chi utilizza i servizi di Google, oltre alla posta elettronica la casa di Mountain View offre tutta un’altra serie di interessanti applicazioni “web oriented” che offrono svariate funzionalita’: Calendar, Documents, Photos (Picasa), Sites ecc.

In particolare Google Calendar permette di crearsi una o piu’ agende personalizzate con la possibilita’ di condividere (in parte o del tutto) gli appuntamenti, con caratteristiche di assoluto rilievo come la possibilita’ di essere avvertiti con degli altert oltre che per email e popup, anche per cellulare, via SMS.

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Notify

Scritto da Andrea Posarelli il 8 settembre 2009 |

logo2 NotifyPer chi come me utilizza pesantemente gmail, la posta di google, e magari possiede piu’ di un account, e’ utile un progrgoogle notifier for macamma di notifica che dica al volo quante email ci sono da leggere e mi faccia vedere senza dover scaricare, il mittente, l’oggetto e le informazioni basilari dei messaggi in arrivo.

A questo scopo esiste una piccola applicazione gratuita “ufficiale” di google che si chiama Google Notifier e si inserisce come accessorio di menu’, appunto nella barra dei menu’.
Google Notifier permette di inserire un solo account di posta ma ha come opzione la possibilita’ di visualizzare anche i dati relativi all’agenda degli appuntamenti legata a quell’account.

Schermata 2009-09-07 a 19.00.39Per i miei scopi pero’ non andava bene perche’ con google ho Schermata 2009-09-07 a 19.01.41almeno 3 account e perche’ anche se uso l’agenda, non mi piace visualizzare le informazioni nella barra dei menu’.

Fino ad oggi quando ho scoperto Notify.

Notify e’ una applicazione del tutto gratuita come quella di google, ma che permette di inserire vari account gmail (o google apps, col proprio dominio quindi) e visualizza in modo semplice, immediato ma di grande efficacia, i vari account e il loro stato, si integra con le notifiche di Growl e mostra oltre al mittente e l’oggetto della mail, anche un piccolo estratto del corpo.

L’unico problema che mi sento di segnalare e’ che diversamente da Google Notifier, non e’ possibile inserire un account personalizzato di gmail col proprio dominio (Google Apps).

Enjoy.

Compilare e installare wget

Scritto da Andrea Posarelli il 7 settembre 2009 |

Su MacOsX e’ disponibile per scaricare files da internet il comando “Curl” ma non wget, col quale molti invece si trovano a proprio agio, perche’ presente praticamente in tutte le distribuzioni di Linux.

E’ possibile ottenere direttamente il binario se si installa tramite il sistema dei Macports, ma se non si vuole caricare questo gestore di pacchetti, e’ possibile installarlo direttamente dai sorgenti in modo piuttosto veloce.

Innenzitutto e’ indispensabile avere a disposizione ed aver installato precedentemente, Xcode(Developer tools) che si trovano nel DVD di installazione di Leopard (o scaricabili dal sito Apple), dopodiche’ basta andare a scaricare l’ultima versione disponibile (lo si trova praticamente ovunque), per esempio da qui: Free Software Directory.
Nel momento in cui scrivo c’e’ a disposizione la versione 1.11.4.

Una volta scaricato il file bisogna cimentarsi nell’uso del terminale.
Dopo esserci piazzati con la shell, in corrispondenza della directory nel quale e’ il nostro file digitiamo (ATTENZIONE, ogni rigo e’ un comando):

tar zxf wget-1.11.4.tar.gz
cd wget-1.11.4
./configure
make
sudo make install

Tutto qua, a questo punto potete invocare il comando wget dal vostro terminale.
In un prossimo articolo un po’ di pratica con wget.

Testato su Leopard e Snow Leopard.

Good Work.